Il 15 marzo si celebra la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). Nata nel 2012 su iniziativa di Stefano Tavilla, che perse la figlia a soli 17 anni a causa di un DCA, questa ricorrenza è oggi un segno di memoria, impegno e speranza per tante famiglie.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i DCA sono tra le cause più frequenti di disabilità e di morte nei giovani dei Paesi occidentali e rientrano tra le priorità per la tutela della salute mentale. Anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating) sono le forme più note, ma il fenomeno è più ampio e in costante crescita.

In Italia si stimano oltre tre milioni di casi, con un preoccupante abbassamento dell’età di esordio: circa il 30% delle persone colpite ha meno di 14 anni, e non mancano diagnosi tra gli 8 e i 10 anni. Numeri che interpellano profondamente anche la comunità ecclesiale.

Per la pastorale della salute questo ambito rappresenta una sfida relativamente nuova, che richiede attenzione, formazione e sensibilità. Proprio per favorire una maggiore consapevolezza, l’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato il volume In ascolto dei disturbi del comportamento alimentare, uno strumento pensato per aiutare operatori pastorali, sacerdoti, consacrati e laici a comprendere meglio questa complessa realtà.

Diventa sempre più necessaria una preparazione attenta per saper cogliere i piccoli segnali, i sintomi iniziali, le richieste di aiuto spesso non espresse. Come Chiesa siamo chiamati a lasciarci provocare da questa realtà sia dal punto di vista clinico, sia attraverso una rinnovata consapevolezza dei ruoli che le comunità possono svolgere.

È urgente promuovere anche un autentico passaggio culturale: superare pregiudizi e giudizi frettolosi per orientare famiglie, educatori, professionisti sanitari e quanti sono impegnati nella pastorale della salute verso un ascolto autentico e rispettoso di chi vive un DCA, che è una reale condizione di sofferenza.

Una sofferenza che non riguarda solo la persona direttamente coinvolta, ma investe l’intero nucleo familiare, gli amici, i compagni di classe, gli insegnanti. È una ferita che tocca la comunità.

Per questo la comunità ecclesiale è chiamata a farsi prossima, a offrire strumenti adeguati e percorsi di accompagnamento, a collaborare con le realtà sanitarie e territoriali, a costruire reti di sostegno. In un contesto in cui il fenomeno è in crescita nel nostro Paese, diventa fondamentale accogliere e camminare accanto a chi vive questa sofferenza e alla sua famiglia.

La Giornata del Fiocchetto Lilla rinnova l’impegno perché nessuno si senta solo nella propria fragilità e ogni persona possa trovare ascolto, sostegno e speranza.